«

»

Giammoro nella storia

L’abitato di Giammoro, si sviluppa lungo la fascia costiera del comune di Pace del Mela, alla fine del XIX secolo e faceva parte dei possedimenti del Monastero dei Benedettini. Esso era una zona paludosa, ricca di coltivazioni e di canneti, vi erano poche case sparse e qualche magazzino.

Il nome di Giammoro deriva dalla parola araba giam’r che significa dogana, infatti questo termine si ricollega all’antichissimo fondaco di Lo Muto, vale a dire il giamur ubicato in prossimità della foce del torrente Muto e istituito dai Musulmani durante il loro dominio. Il fondaco svolgeva le funzioni di posto di dogana e di riscossione delle tasse. Chiunque avesse portato merci, era tenuto a depositarle nel fondaco governativo per pagarvi le tasse e i servizi. Non di rado il fondaco disponeva anche di un albergo o locanda per forestieri e per commercianti di passaggio. Successivamente il fondaco Lo Muto, presumibilmente fin dal tempo della liberazione dal dominio musulmano, fu dato in gestione ai Benedettini. Purtroppo tutt’oggi non vi sono documenti d’archivio, di ruderi e perfino di tradizioni locali che ci diano la certezza dell’ubicazione del Fondaco. Probabilmente a cancellare nella zona ogni eventuale riferimento topografico, intervenne, nella prima metà del 1800, la costruzione dell’attuale Nazionale Messina – Palermo e quella della linea ferroviaria con la conseguente necessità di demolire, senza molti scrupoli, vecchi edifici e forse anche parte del complesso dell’antico Fondaco.

L’abitato del Fondaco aveva, tra l’altro, una chiesa, dedicata forse a S. Pietro, costruita e abbellita dai Padri Benedettini. Anch’essa fu demolita, quasi certamente, per la costruzione del ponte sul torrente, che venne realizzato solo dopo la strada nazionale, intorno al 1866, per rendere più scorrevole il crescente traffico stradale anche in tempo di piena del torrente. Altre costruzioni della fine dell’Ottocento, riguardano alcuni palazzi signorili delle famiglie Certi e Crimi sulla statale, della villa Sturiale in contrada Catenella e, presso la stazione ferroviaria, l’antica Chiesa della Madonna del Rosario di Pompei.

In considerazione del rapido sviluppo demografico di Giammoro, nel 1948 si ravvisò l’opportunità di costruire una nuova chiesa, ampia e ben dotata, in sito più centrale. La nuova chiesa parrocchiale, decorosa e fornita di ampi locali, fu inaugurata solennemente il 31/10/1971.

Più evidente, negli ultimi anni, è il passaggio da un’economia prevalentemente agricola (coltivazione dell’ulivo, della vite, degli agrumi), ad una economia basata sul territorio e sull’industria, e proprio quest’ultima ha avuto purtroppo un impatto ambientale notevole sul nostro territorio con effetti tutt’altro che positivi.